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Giu 25

Il Cioccolato: Storia, origini e consigli pratici

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Oggetto per la quale gli sono stati dedicati molti film, è stato anche il protagonista di situazioni allegre e non. Ha vinto anche un oscar. Non chiedetemi di chi stiamo parlando, ma di cosa: il Cioccolato, l’alimento che da più di duemila anni riesce a guarire depressioni e a ridare carica erotica ad un rapporto.

LE ORIGINI

L’avventura del cioccolato inizia in America più precisamente nell’umidità costante del clima messicano. Questo alimento si ricava da un piccolo albero che produce frutti simili a zucche contornati da foglie di colore verde scuro: la pianta del cacao.
I primi agricoltori che iniziarono la coltivazione della pianta del cacao furono i Maya, quindi circa duemila anni prima della scoperta dell’America.
Dovremo, però, aspettare i conquistatori perché il cioccolato si diffonda in tutti i continenti. Quando Cristoforo Colombo e più tardi Hernando Cortez conobbero l’America Latina, il cioccolato era qualcosa di completamente diverso da quello che oggi noi apprezziamo.

EFFETTI

Dalla sua scoperta il cioccolato ha esteso la sua fama ed è diventato quasi una droga per chi lo assaggia, tanto che non si capisce come prima della sua scoperta se ne potesse fare a meno. In alcuni casi, il cioccolato induce ad una vera e propria dipendenza. Esistono difatti individui “cioccodipendenti” che privi di qualsiasi autocontrollo non riescono a fermarsi davanti ad una tavoletta di cioccolato o una scatola di cioccolatini

COME SI PRESENTA

Il cioccolato nel tempo ha preso aspetto, profumo e gusto diversi difatti in commercio possiamo trovarne diversi tipi che fanno ululare di piacere le nostre papille gustative. Ma quali sono e come si presentano.
Il fondente, deve essere scuro, molto scuro quasi rosso, e deve avere un profumo gradevole, vagamente vanigliato ed intensamente “cacao”.
Il Cioccolato al latte, deve avere un colore marrone brillante e non troppo scuro. Olfattivamente deve predominare la vaniglia mista al profumo di latte e cacao.
Il cioccolato bianco, deve avere una superficie liscia, di colore bianco brillante tendente al giallino. Il suo profumo è “delicatamente dolce” di vaniglia e di latte.

La pianta del cacao

La pianta del cacao, del genere Theobroma (dal Greco “cibo degli dei”), nasce nell’America tropicale grazie al favorevole clima caldo-umido messicano, e ad un terreno ricco e assai profondo.

Si presenta sotto forma di un albero alto dagli 8 ai 10 m, con rami grigiastri, foglie grandi, persistenti, alterne, acute, interne.

Sul tronco e sui grossi rami nascono i piccoli fiori, bianchi o rosei, mentre i frutti, lunghi 15-20 cm e grossi 6-12 cm, sono provvisti ciascuno di 10 solchi longitudinali e di una buccia dura. Ogni frutto contiene fino a 40 semi disposti in 5 file.

Da un ettaro di semi di cacao si ricavano circa 300 kg di prodotto commerciabile. Il seme di cacao contiene circa il 50 % di grasso, detto “burro di cacao”, dallo 0,07 % a 0,36 % di caffeina, dall’1% al 4 % di teobromina,dal 2,6% al 16% di tannini, il 15% di proteine, il 15% di amidi; inoltre vitamine del gruppo B e zuccheri.

Il cacao nasce originariamente nelle foreste dei bacini del Rio delle Amazzoni e dell’Orinoco, ma era già coltivato nel Messico e nell’America Centrale prima ancora della scoperta dell’America stessa. Grazie agli insetti la pianta riuscì ad estendersi oltre i confini del Messico, per arrivare sino all’attuale Guyana del sud; gli insetti infatti, nutrendosi del frutto, ne trasportarono con sé i semi che, impiantati nel terreno, diedero vita ad un nuovo albero di cacao. Più tardi anche l’uomo si accorse della bontà del frutto ed iniziarono a diffondersi le piantagioni.

È il caso di dire: evviva i peccati di gola!

Non priviamo i bambini di questa sofferta golosità per dare loro magari un altro dolce che contiene più grassi ed ha meno effetti salutari. Ed anche i grandi, che seguono una dieta equilibrata, possono cedere qualche volta a quest’antica dolce tentazione. Tanto più che il cacao contiene degli alcaloidi attivi a livello del sistema nervoso, come la caffeina e la teobromina, che hanno un effetto positivo sulla concentrazione mentale e sulla prontezza psico-fisica agendo a livello cardiocircolatorio e muscolare. Addirittura, secondo una ricerca condotta dalla Scuola di Sanità Pubblica dell’Università di Harvard su 7.841 persone intorno ai 65 anni seguite per 5 anni, il cioccolato allunga la vita “grazie a una sostanza, il fenolo, che previene l’ossidazione dei grassi nel sangue e la costrizione delle arterie”.

Insomma i moderni scienziati dell’alimentazione, nella descrizione degli effetti benefici della cioccolata, si spingono ancora più là del nostro simpatico Brillat-Savarin che, senza tante parole difficili ma con molto buon senso e buon umore, si limitava a dire: “Le persone che fanno uso di cioccolata sono quelle che godono di una salute più costantemente uguale e che sono meno soggette a una quantità di malucci che insidiano la felicità della vita”.

E allora diamogli retta: lasciamoci tentare, almeno qualche volta.

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