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Giu 26

Depressione: l’inesorabile e oscuro supplizio interiore

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Difficile descrivere una sofferenza per la quale non esistono lastre per vederla, l’ematologo, ad esempio, può valutare da una provetta la presenza di un virus ma, anche scandagliando ogni cellula del corpo non si può toccare, nè vedere, la profonda tristezza che è la depressione; soltanto chi ne ha sofferto può meglio rendere conto di questo dolore che annienta. Cosi la descrive Paola:
“Immaginate di amare con tutte le vostre forze e di perdere l’amore, immaginate di combattere per giorni la vostra battaglia per la vita, ma, ai lampi di luce segue qualcosa di arido; la depressione è la morte dentro, una terribile consapevolezza che non vi sarà resurrezione; la depressione è la perdita della capacità di sentire respirare, anzi, è come se dimentichi come si fa a respirare e quando succede faresti di tutto per riavere il respiro”
Una frattura cosi lacerante con il resto del mondo, che non è paragonabile all’essere semplicemente tristi, malinconici, ma, è peggiore, poiché a questi sentimenti, si associa il vuoto di giorni, settimane, mesi e anni di totale assenza, senza gioia, col sentire di precipitare sempre più giù in un’abisso senza fondo. Molti credono che il successo, il denaro, un’esistenza piena siano alla base della gioia di vivere, niente di più errato, poiché, improvvisamente si può divenire sconosciuti a se stessi perdere la luce e smarrirsi. Le statistiche sono allarmanti, una vera e propria emergenza; oltre 9milioni di depressi con un rapporto di 2 a 1 fra uomini e donne e 400milioni di malati nel mondo sono numeri che raccontano tutto il dolore e il senso di impotenza che, da un giorno all’altro, un disturbo che ammala letteralmente la vita, può assalire e coinvolgere ogni giorno in una battaglia contro sentimenti devastanti. La dolorosa tristezza, la profonda apatia, l’oscura disperazione, l’ autocommiserazione e l’immobile oppressione con energie inesistenti che invadono lo spazio personale e ambientale; al detto ‘la vita continua’ si sostituisce ‘la vita non è da vivere’ e, nonostante tutti gli sforzi, il depresso non riesce a sdivincolarsi dalla trappola, soprattutto nelle depressioni maggiori, dove la mattina è il momento più difficile da affrontare non solo perché, l’ormone del buongiorno, il cortisolo, al mattino è, nelle persone depresse al minimo ma, anche, perché, appena svegli, crolla addosso come un muro un vero e proprio tormento, insieme al pensiero di non riuscire a farcela e, percependo emotivamente, l’assoluta mancanza di energie e lo slancio per vivere; infatti, la persona depressa non vorrebbe mai alzarsi dal letto perché, fondamentalmente, si sente inutile, inadeguato, profondamente spossato. Così come. viene a mancare la voglia di mangiare e, l’inappetenza, e un’altra delle modalità con cui si esprime questo malessere. Soltanto all’arrivo della sera, per la grande maggioranza dei depressi, si ha una ripresa dell’umore, proprio perchè sono finite tutte le sollecitazioni della giornata, ci si sente meglio ma, questo, trae la persona in inganno, poiché, genera il pensiero che ce la si può fare, che dopotutto dipende da sè uscirne, tranne poi ripiombare nell’oscurità il mattino successivo. La stanchezza cronica che non si riesce ad abbattere e condiziona le giornate e i rapporti con gli altri, quell’incapacità di affrontare ogni minima azione se non facendo sforzi assurdi, può, a volte, mettere in scena il lato esaltato della depressione, ovvero la mania, quando l’umore sale alle stelle e la felicità si trasforma in agitazione eccessiva. Ricordiamo che la depressione non è un cancro terminale ma una malattia curabile. Molto si è prodotto nella ricerca in Psicologia, tant’è, che, oggi, si può affermare che dalla depressione se ne può uscire. E’ fattibile, infatti, riaprire la possibilità di vivere, di respirare lentamente aria nuova, di incontrare lo sguardo della vita, trovando il senso più autentico dell’esistenza e della gioia di vivere. Qual è il modo corretto per essere d’aiuto a qualcuno che soffre di depressione? Sicuramente stargli vicino ogni giorno con costanza senza manifestazioni teatrali ma con ascolto comprensivo, esprimendo affetto e, affidando la persona depressa alle cure di uno specialista, poiché, presupporre, o dire, a un depresso che deve sforzarsi per stare meglio e come dire di non tossire ad uno che ha la bronchite. Inoltre, oramai è un’evidenza clinica che i famosi antidepressivi zittiscono il dolore ma, annientano anche la capacità di cogliere le cause interiori che hanno portato ad una sofferenza così forte che impedisce di pacificarsi con se stessi. La depressione, per chi ne soffre, è insostenibile. Ma, agli uomini e le donne di oggi, che per un motivo o per un altro l’hanno di riflesso conosciuta (amici, parenti, ex pazienti, ecc.), genera sentimenti di rabbia. La rabbia della consapevolezza che l’intensità della libertà, dell’amore e della vita, dello stare bene, non possono essere abbattuti da questo disagio, ma, viceversa, salvaguardati in ogni essere umano. Perché tutti noi viviamo per essere e, vivere, è un’esigenza fondamentale.

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