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Giu 26

Disturbi del sonno: la notte è sempre seguita dal giorno

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I disturbi del sonno sono diventati frequentissimi in molte persone di ogni fascia di età. In molte case, per chi ne soffre le ore della notte sono scandite dal rimanere svegli in un tempo che non scorre velocemente, dove il non dormire a sufficienza o il non riuscire ad addormentarsi completamente, come in preda ad uno stato di allerta permanente, produce durante il giorno notevoli disagi. Chi riposa male e soffre di questi disordini del sonno arriva ad avere effetti invalidanti dove ansia, irritabilità, nervosismo, stanchezza possono anche associarsi al calo del desiderio, disturbi della memoria, alterazioni dell’umore, del ciclo mestruale e dell’appetito. A volte le difficoltà nel sonno sono dovute a motivi che possono facilmente essere risolti attraverso un ambiente confortevole con la giusta umidità e altri piccoli accorgimenti. Spesso, però, le difficoltà nell’ottenere un sonno ristoratore sono dovute a motivazioni psichiche che richiedono l’intervento dello specialista. Ad esempio, nel bruxismo, il digrignamento dei denti durante il sonno, si rintracciano stress emozionali e, il sonnambulismo, camminare durante il sonno, risulta in relazione con stati d’ansia inconsapevoli particolarmente acuti. Ma il tormento della notte che maggiormente colpisce nell’attualità la stragrande maggioranza degli Italiani (come testimoniato tra l’altro da numerose mail giunte) è l’insonnia, una vera e propria difficoltà a riuscire ad addormentarsi che può essere transitoria o a breve termine nel momento in cui l’evento che la scatenata (classica la notte prima degli esami) cessa. Ma l’insonnia può anche divenire cronica divenendo una forma abituale e persistente e, i sintomi, risultano essere una difficolta’ estrema ad addormentarsi, diversi risvegli durante la notte, o svegliarsi autonomamente il mattino presto sentendosi comunque stanchi. I problemi psicologici, fisiologici, ambientali o eventi drammatici, ecc. possono scatenare l’insorgenza dell’insonnia cronica, e, le persone che soffrono di questo disturbo riconoscono nella difficoltà iniziale ad addormentarsi e il risveglio da un tipo di sonno leggero una sensazione di non essersi mai addormentati. Inoltre, l’idea di non riuscire a dormire, produce un circuito vizioso che causa agitazione al pensiero dell’arrivo della sera che non serve a tranquillizzarsi e, quindi, a diminuire le difficoltà nell’addormentarsi. Soffermandoci maggiormente sulle cause psicologiche dell’insonnia, stati emozionali non elaborati quali rabbia, angoscia, stress, profonda tristezza, sentirsi incapaci o inadeguati a gestire determinate situazioni del giorno sono elementi psichici che influiscono in questo disturbo. Se l’insonnia, quindi, è il sintomo di problemi di natura psicologica, come per l’85-90% della popolazione, il consiglio è quello di affrontare la situazione con l’aiuto di uno psicologo, poiché, elaborare e controllare gli stati emotivi che sono causa, favorisce la scomparsa. I problemi legati al sonno non sono, però, solo circoscritti all’insonnia. Esistono, infatti, tutta una serie di disturbi che è bene conoscere. L’ipersonnia (sonno eccessivo) è caratterizzata da un notevole aumento del bisogno di dormire che viene spesso scambiato come indice di pigrizia e, invece, può scaturire da un disturbo respiratorio notturno (apnee da sonno). La narcolessia, invece, e’ un disturbo del sonno caratterizzato da un’eccessiva sonnolenza durante il giorno che si avverte nonostante la persona abbia dormito sufficientemente durante la notte. A differenza dell’ipersonnia in cui l’aumento del sonno e’ graduale e non genera riposo, la narcolessia si presenta come veri attacchi improvvisi, al termine dei quali ci si sente riposati. Le parasonnie, invece, sono
dei fenomeni legati ai sogni che avvengono maggiormente nell’infanzia e nell’adolescenza. Tra le parasonnie il disturbo da incubi, il terrore nel sonno (pavor nocturnus), il sonnambulismo, la sindrome da gambe senza riposo, l’enuresi notturna. La psicologia molto si è occupata di studiare i disordini del sonno evidenziando, tra gli altri, lo sleep eating, ovvero, l’abbuffata notturna davanti al frigorifero mentre si dorme che ha molte caratteristiche simili alla bulimia. Nel dibattito scientifico contemporaneo, inoltre, molto si discute sulla sexsomnia, una forma di sonnambulismo caratterizzata non dal camminare nel sonno ma, dal compiere atti sessuali e non ricordare nulla al risveglio. La particolarità di questa sindrome è notevolmente preoccupante, tant’è che nel 2005 è stata inserita nella classificazione internazionale dei disturbi del sonno proprio perché, l’eccitazione sessuale non è stimolata da un sogno erotico e, all’atto sessuale non corrisponde una partecipazione emotiva. Tra l’altro, Michael Mangan, psicologo dell’università del New Hampshire, notando il fatto che il sexsleeper non è consapevole, quindi non può controllare le proprie azioni, sta cercando di mettere a punto una procedura per diagnosticare questa patologia nei casi legali in cui i malati sono stati accusati di aggressione sessuale. Inoltre, sui disordini del sonno, in psicologia, si sono prodotti degli studi per evidenziare l’influenza di particolari caratteristiche di personalità e, si è dimostrato che le persone estroverse, energiche, lavoratori eccessivi, ambiziosi e sicuri di sé tendono a dormire poco mentre, persone che si preoccupano facilmente, insoddisfatte di sé, creative e con tratti depressivi o ansiosi tendono a dormire per tempi più lunghi. Concludo suggerendo qualche consiglio per trovare il giusto modo per ottenere un buon sonno ristoratore, poiché, alcune regole di vita sono valide per affrontare l’insonnia e i disturbi del sonno in senso generale. Il sonno è disturbato dalla caffeina, dall’alcol, dagli stupefacenti o dalla nicotina, per cui escludere o limitare molto l’uso aiuta a riposare meglio. L’attività fisica praticata con moderazione aiuta a migliorare la qualità del riposo e del dormire. Alcuni fattori esterni come il rumore eccessivo, il caldo, il freddo, la luce possono essere controllati ed essere sufficienti a farci dormire bene. Talvolta, per l’insonnia è opportuna l’assunzione di psicofarmaci; bisogna, però, ricordare che questi devono essere assunti con precauzione, rispettando i dosaggi e le norme, perché non sono privi di effetti collaterali e di rischi se si eccede. Inoltre, sicuramente l’imparare a conoscere le proprie esigenze significa anche evitare inutili notti insonni: per esempio, capire qual è il reale momento in cui il nostro organismo richiede di dormire e, andare a coricarsi in quel momento, evita il non riuscire ad addormentarsi, dovuto in realtà, al dovere cambiare l’orario di riposo e adeguarlo all’esigenza fisica. E’ importante sentirsi bene e riposati durante il giorno, perché se questa sensazione di benessere non ci accompagna nelle ore diurne, le nostre attività possono assumere un carattere di pesantezza che diminuisce notevolmente la qualità della vita. A volte, il silenzio notturno può essere un grande alleato per le nostre riflessioni e valutazioni su di sè ma, se l’accompagnare la notte da svegli diventa intollerabile, non bisogna sottovalutare il problema ma attivarsi per una sua appropriata soluzione.

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