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Giu 26

FESTE DI FINE ANNO

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Per alcuni, le feste di fine anno diventano un vero e profondo malessere che in psicologia viene definito come Christmas blues.

Ci scrive Lisa:

“esattamente dal 23 al 31, mi chiudo in me stessa e cerco di distanziarmi il più possibile dalle feste […] per me diventa intollerabile sedermi a tavola con tutti i miei parenti che non fanno altro che chiedermi se c’è qualcuno nella mia vita dopo il divorzio, se ho ingranato con il lavoro […] mi guardano con compassione perché sono rimasta senza un uomo […]”

Certamente quello che dovrebbe essere un momento per ritrovarsi insieme alle persone che fanno parte dell’entourage familiare può divenire motivo di frustrazione soprattutto se si è rimasti da soli dopo il fallimento di una storia d’amore.

Continua Alessio:

“mi sento fuori dal gruppo, diverso da tutti gli altri, ma io non amo festeggiare con tutti […] il veglione mi fa stare male[…] tutti in massa dopo mezzanotte fuori inscatolati in macchina a cercare di arrivare in un luogo dove poi alla fine non ti diverti se non ti ubriachi […] rimango a casa da solo lo preferisco e non mi sento uno sfigato”

Certo una rottura così estrema è davvero coraggiosa, però, il disinteresse così totale potrebbe anche essere un volersi porre agli estremi dalla collettività perché ci si sente diversi o, forse, non accettati e amati veramente.

Comunque, il modo in cui si vivono le feste di fine anno, hanno sicuramente qualcosa a che afare con l’atmosfera familiare che si è percepita nella propria infanzia, poiché, se i familiari hanno trasmesso amore, gioia ed entusiasmo, o ancora, sono riusciti a comunicare il vero valore delle feste che non è certo soltanto un modo per inserirsi nel consumismo estremo, si tenderà a ritrovare lo stesso tipo di esperienza.
Purtroppo, non per tutti è così.
Sentirsi estranei a una gioia collettiva che, dopotutto, sembra soltanto apparente, non poi così anormale essendo, oramai, un sentimento molto diffuso.
Per questi motivi, un consiglio che sentiamo di fornire è sicuramente quello di minimizzare la portata delle feste, non sentirsi inadeguati se si provano sentimenti non simmetrici con quelli che la collettività –apparentemente- manifesta e approfittare di questo momento, per fare i regali alle persone della sfera relazionale, soltanto mossi dal desiderio di dare e non di ricevere per se stessi.
Inoltre, in questo periodo, la fine dell’anno rimanda alla fine di un periodo e all’inizio di un nuovo ciclo, da ciò, provare ad ascoltare se stessi è, senza dubbio, il regalo migliore che ci si può fare.
A tutti, auguri per un domani migliore.

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