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Giu 26

Il rientro dalle vacanze, uno stress superabile

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Le vacanze estive rappresentano un vero e proprio ‘staccare la spina’ dalla realtà quotidiana nella quale siamo inseriti e, ovviamente, questa realtà non possiede i colori tenui e rilassanti dell’estate, anzi, tutt’altro. La quotidianità di ciascuno è costellata da una serie di pressanti carichi quali il lavoro, mille impegni, compiti da gestire, problemi da risolvere, ecc. Tutto questo, comporta un forte carico di stress che si accumula durante l’anno e, che trova il suo massimo scarico proprio nelle vacanze estive; complice il sole, si mettono in atto, nel mese di agosto, una serie di comportamenti che hanno come prerogativa principale il rilassarsi e il ‘non pensare più’ alla quotidianeità, tutto viene rimandato a settembre. Proprio ad agosto, questo standby psicologico, risulta per la psiche ‘fisiologico’, permette di ricaricare le batterie, tant’è che al ritorno ci si sente pronti e pieni di grinta per fronteggiare il nuovo periodo al meglio. Proprio al rientro, nel momento in cui la fine dell’estate ci rimette di fronte ai nostri ritmi quotidiani, ciascuno trova in sé una serie di buoni propositi da mettere in atto. Ovvero, inizia una sorta di autoanalisi che permette l’iniziare a considerare le diverse sfere della propria vita, guardare ciò che va da ciò che non va, cosa si desidera e cosa non si vuole più e, iniziare ad organizzare una serie di modifiche per raggiungere i propri obiettivi. A settembre, il rientro in città coincide con il ricominciare dove si sente il bisogno di mettere a punto dettagli della propria vita per ottenere un rinnovamento che è possibile ottenere ponendo una maggiore attenzione al proprio sé. Il rientro è un momento di riflessione, dopo la parentesi estiva, e con la realtà di tutti i giorni che occorre fare i conti. Però, nonostante si è appena tornati dalle vacanze e, ci si sente pieni di buoni propositi (ad es. mi metto a dieta, rinnovo la casa, mi iscrivo ad un corso, devo cambiare questa mia caratteristica, devo essere più scattante, riuscire a soddisfare e a raggiungere gli obiettivi che non ho raggiunto prima, ecc.), ci si può iniziare a vivere con un senso di insoddisfazione diffusa, ansie, spossatezza, inadeguatezza, depressione e stress. Settembre, è il mese con il più alto tasso d’insoddisfazione in tutte le sfere della vita; lo stress da rientro causa frustrazioni nella sfera del proprio sé, non ci si sente in armonia con il proprio corpo, ci si sente sopraffatti dagli impegni, accerchiati dalle richieste lavorative o familiari, la giornata sembra caotica e ingestibile. Tutto questo può comportare un vero e proprio disagio da dovere fronteggiare con delle strategie mirate. Intanto, occorre sottolineare che ciò che accade è anche normale poiché, si passa da un periodo di riposo ad un’improvviso periodo di attività, per cui, ciò che anzitutto occorre fare, è passare gradualmente dai lenti ritmi estivi ai frenetici ritmi quotidiani che impongono più il dovere che il piacere, permettendosi, visto che il clima della nostra isola lo concede, anche un prolungamento dell’estate (gite, week-end, ecc.). Secondo poi, adeguarsi ai nuovi ritmi, se non sono presenti forme psicopatologiche diffuse, significa non solo riprendere il proprio ritmo ma, anche, ricostruirlo ex-novo. Infatti, il periodo vacanziero, non rappresenta solo uno stacco, ma è, una vera e propria immersione nella soddisfazione di bisogni rimasti latenti durante tutto l’anno; il ritorno, significa quindi, riaccostarsi ai vecchi ritmi con nuove modalità, nuovi desideri, nuovi bisogni. Al rientro, infatti, il principale obiettivo che molti si pongono è riuscire a realizzare tutto quello che non si è riusciti a raggiungere prima. Questa nuova determinazione che si sente dentro, però, non deriva da un processo psicologico interno di elaborazione ma, deriva, dall’avere vissuto l’estate in un nuovo contesto, avere sperimentato nuove cose, essersi dati dei permessi che di solito non ci si dà, ecc. Quindi, questa caparbietà, è una carica fittizia che presto tende a scomparire, e, proprio questa sensazione di sentirla in sé scemare, e andare via, rappresenta la base della malinconia post-vacanze che si inizia a vivere verso la metà di settembre e ottobre. Consapevolmente, si inizia a vivere l’impossibilità nel riuscire a raggiungere i propri scopi e obiettivi che ci si era prefissati a inizio mese, ma, a questa, si associa, ad un livello psichico più profondo, il non accettare di vedere progressivamente allentare, allontanare e scemare quella forza, energia, grinta che spingeva verso la possibilità di realizzare i propri progetti. Tutto ciò si traduce nel sentirsi nuovamente inseriti in una realtà che non gratifica e di cui non si vede la possibilità di cambiamento per come si pensava al rientro. Da un punto di vista psicologico, il mantenimento della determinazione, dell’ intensità del desiderio, della motivazione e costanza che portano a realizzare i propri bisogni è un processo che coinvolge fattori psichici complessi che vengono semplicemente risvegliati dal momento estivo ma non sostenuti adeguatamente da un processo interiore e, per questo, tendenti alla scomparsa. Il consiglio che si può dare per minimizzare l’inevitabile stress di settembre è quello di non prestare soltanto l’attenzione sui buoni propositi ambiziosi ma, focalizzare l’attenzione, anche, sul risparmio e il lento rilascio di quella forza acquisita durante l’estate, da utilizzare anche per fronteggiare le piccole cadute di tono dell’umore. Inoltre, sul raggiungimento degli obiettivi, riuscire ad organizzare una strategia mentale adeguata e fare le cose a piccoli passi può sicuramente garantire l’avvio.

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