«

»

Giu 26

La dipendenza dall’hard-core: sfrenatamente guardare

Condividi su:

Una forma patologica di rara intensità che trova uno strano silenzio scientifico sull’argomento, ed, è impossibile calcolarne il numero di persone che ne soffrono (visto che per vergogna non se ne parla) è la dipendenza dalla pornografia. Eppure, per rendersi conto di come questa forma patologica abbia preso il sopravvento su alcuni individui, basta dare un’occhiata furtiva ai distributori di dvd e cassette e selezionare la voce hard-core per vedere l’immensa mole di richieste di film porno. Così come, per gli esperti navigatori di internet, basta selezionare la parola ‘sesso’ su google per notare come il mondo del sesso virtuale e di coloro che ne usufruiscono non è da sottovalutare. Il mondo dell’hard-core è presente nell’immaginario maschile e, lungi da qualsiasi moralizzazione, è possibile ammettere che è difficile che una persona di sesso maschile non abbia visionato almeno una volta nella sua esistenza materiale pornografico. Vista la poca mole di lavori sull’argomento mi rifarò alla mia esperienza professionale per descrivere questa forma patologica, che, a mio avviso, è una vera e propria emergenza sociale e che produce effetti devastanti su differenti aree della personalità dell’individuo. Le persone che ho ascoltato, infatti, raccontano che la visione di materiale pornografico è iniziata per andare a colmare un vuoto relazionale sessuale, anche in presenza di una partner nella propria vita. Il vuoto relazionale era descritto come un’insoddisfazione nel riuscire a realizzare le proprie fantasie erotiche. Nessuno di essi manifestava psicopatologie o disfunzioni sessuali o deficit nell’immaginazione erotica ma, l’uso di materiale porno, circoscritto soltanto a dei momenti settimanali variabili, ha iniziato a prendere il sopravvento e, a divenire incontrollato ed estremo.
come specifica F. : “… passavo ore e ore intere a guardare pagine e pagine e pagine di sesso su internet mantenendomi costantemente in erezione, non c’erano più notti né giorni, vedevo continuamente immagini eccitanti e poi ho iniziato a tenere il computer acceso anche al lavoro finchè non sono stato scoperto…”

e ancora S. :“…non ero fidanzato quindi ogni sera affittavo 2, 3, anche 4 dvd porno, poi mi sono messo con la mia ragazza ma, stranamente, invece di passarmi la voglia di vedere film porno questa mi è aumentata e, nei rapporti con lei, le immagini dei film mi invadevano e mi confondevano…”

nonostante i tentativi di interrompere o contenere l’uso di materiale porno, nessuno ci è riuscito da solo. Come si evince, questa patologia, è molto simile alle dipendenze da sostanze ma, possiede molte ed esclusive particolarità. Intanto, nella storia personale delle persone coinvolte, non si rintracciano elementi conflittuali o, disagi psichici e relazionali, che possono far presupporre una relazione tra eventi di vita e utilizzo incontrollato di hardcore. Secondo poi, la particolarità, a mio avviso più rilevante, è la distorsione che l’utilizzo massiccio di pornografia produce nell’area della fantasia erotica degli individui. Ovvero, mentre le fantasie sessuali delle persone coinvolte prima dell’utilizzo erano definibili come standard, successivamente, prendono vita fantasie di stampo aggressivo che nel rapporto uomo-donna evidenziano una supremazia totale della dominanza maschile volta alla sottomissione crudele della donna, a scapito di quel naturale fluire delle polarità attivo-passivo che caratterizza una sessualità sana. Inoltre, mentre la dimensione del desiderio, prima dell’uso era rivolta a categorie immaginative di donna tra le più svariate, successivamente, il desiderio nell’immaginazione, si focalizzava nel prevalere di modelli femminili forti, attivi, deterministici e occupanti posizioni di potere da sottomettere anche con la violenza. Inoltre, la visione di pornografia, ha iniziato a scalfire la permeabilità dell’identità sessuale producendo una distorsione nel vissuto virile; infatti, a seguito di questo, sono iniziate ossessioni costanti sulle proprie capacità di performance sessuale e, innumerevoli fissazioni di stampo catastrofico su dimensioni del pene e adeguatezza del proprio fisico. Oltretutto, particolarità non indifferente, nonostante alcuni di essi avessero intrapreso durante il percorso psicologico una vita sessuale soddisfacente, l’annullamento gratificante prodotto durante la visione del materiale appariva ad essi come tenacemente attrattivo e irresistibile. Da queste brevi considerazioni cliniche, si evince come i diversi prodotti dell’era del consumo della società contemporanea, paradossalmente, sembrano accomunati da una prerogativa comune. Ovvero, l’uso e abuso di alcuni materiali può produrre, cosa da non sottovalutare, l’annullamento della volontà della persona. E’il caso, ad esempio, del gioco d’azzardo che può divenire patologico, di alcune sostanze psicofarmacologiche e stupefacenti senza le quali non si riesce più a vivere, dello sport senza la cui sessione giornaliera ci si sente inadeguati, delle chat-room il cui vivere senza fa emergere un’incapacità a vivere relazioni faccia-a-faccia, e, anche della pornografia, il cui uso, apparentemente innocuo, può degenerare in un’insostenibile bisogno di guardare.

Lascia un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com