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Giu 26

Al mare e in costume senza complessi

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L’arrivo, oramai imminente, dell’estate, coincide con l’iniziare ad immaginare tutta una serie di progetti per organizzare al meglio le vacanze. Infatti, come piccolo assaggio delle vacanze estive, per chi ne ha la possibilità, (durante le giornate creandosi uno stacco nel lavoro o nei weekend), molti assaporano il relax delle spiagge, del sole e del mare . Il recarsi in spiaggia, però, non è del tutto “indolore”, spesso coincide anche con la ‘terribile’ prova costume; ovvero, quella dose di ansia derivante dall’idea di ‘mostrare’ il proprio corpo agli sguardi degli altri. Un corpo, magari appesantito dagli eccessi alimentari invernali e, che, per forza di cose, non necessariamente coincide con l’ideale di corpo tonico, magro e “rifatto”, al quale i mass-media ci hanno purtroppo abituato.
Si nota come, infatti, in questo periodo, anche nella nostra città, molte persone, senza differenza di sesso o età, si sottopongono a diete e/o ad attività sportive.

Obiettivo è perdere i chili di troppo e non sfigurare in spiaggia.

Di solito si pensa che tutto questo, si esaurisca semplicemente con la dieta adeguata o con l’esercizio fisico giusto per scolpire e tonificare.
Ma quali sono i fattori psicologici ed emozionali coinvolti? Possono esserci dei rischi? E’ normale tutto ciò? Per quanto riguarda i rischi, un’ eccessiva attenzione ai cibi non ingrassanti portati nelle tradizionali tavole palermitane e la lotta costante al non dovere mai ingrassare, può generare un porre centrale nella propria esistenza il conto delle calorie e il rifiuto dei pasti, con i connotati drammatici dei disturbi del comportamento alimentare e/o dell’addiction sportivo.

Per quanto riguarda, invece, il cercare di non sfigurare in spiaggia nell’attualità delle belle giornate, dobbiamo sottolineare che tutto questo rimanda all’accettazione del proprio corpo e, alla naturale ansia derivata dal sottoporre un aspetto intimo di sé agli sguardi delle volte eccessivi dei vicini di ombrellone. Cosa significa psicologicamente accettare il proprio corpo? Intanto, in modo oggettivo, occorre fare leva a quella parte razionale di ciascuno per elaborare quei fattori sociali e culturali che hanno dato un’estremo valore all’immagine e alla mercificazione del corpo; cioè, razionalmente vedersi ‘normali’ e degni, anche se non corrispondenti ai canoni estetici attuali proposti dai mass-media e della chirurgia estetica. Inoltre, il corpo e la naturale ansia derivata dal mostrarsi, rimanda a quella sfera privata e intima dove il sé corporeo corrisponde a quell’immagine fisica che abbiamo di noi stessi, il quadro mentale che ci facciamo del nostro corpo, vale a dire il modo in cui il nostro corpo appare a noi stessi..

A volte, l’immagine mentale può non corrispondere a quella reale. Questo, avviene anche nella famigerata prova costume, dove si nota una stonatura e si cerca di adeguare l’immagine mentale all’immagine fisica. Occorre, naturalmente, vivere tutto questo con assoluta moderazione e tranquillità emozionale, ricordandosi che l’essere umano non è solo un corpo, che il corpo è portatore di bisogni essenziali e mediatore della relazionalità umana.

Inoltre, prestare attenzione al fatto che, l’incapacità di adeguare l’immagine reale all’immagine ideale se persiste può assumere la forma estrema e psicopatologica del disturbo delirante dell’immagine corporea.

Viversi in spiaggia insieme agli altri in modo rilassato e autentico. Questo dovremmo ricordare a noi stessi, cioè non perdere di vista l’obiettivo principale: ci rechiamo al mare per stare bene, ricaricare le batterie, passare delle giornate in assoluto relax e non per sfilare scambiando il bagno-asciuga per una passerella di moda o gli occhi degli altri come feroci critici di noi stessi.

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