«

»

Giu 26

Cannabis: tutto quello che non osate sapere

Condividi su:

Dalla Gran Bretagna giungono notizie allarmanti e notevoli studi che confermano come l’utilizzo della cannabis e delle nuove sostanze novanta volte più potenti rispetto al passato in essa contenute siano causa, soprattutto nei giovanissimi, di successivi disturbi schizofrenici. Anche in Italia il dibattito politico e culturale si è fortemente acceso per quanto riguarda le polemiche sulla proposta del ministro Livia Turco. Noi di ‘psicologia e dintorni’ non proponiamo facili moralismi e/o ricette universalmente valide di omologazione degli individui, ma siamo fortemente convinti che ogni atto, anche il più deleterio possibile che una persona vuole commettere, passi anzitutto dalla sua libertà di scelta. Ma libertà di scelta significa anche possedere strumenti di pensiero che permettono di fronteggiare le situazioni con risorse positive. Gli strumenti di pensiero si costruiscono, nel proprio mondo interno, grazie al passaggio delle informazioni. Per questo, parlando di cannabis, abbiamo preferito fornire un quadro generale che possa orientare ciascuno nella conoscenza di un fenomeno di forte impatto sociale. La Cannabis è una delle sostanze più antiche che deriva dalla canapa indiana, una pianta con numerosi utilizzi. La stampa e i mass-media hanno propagandato l’utilizzo nel trattamento del dolore dei pazienti terminali mentre un inaccettabile silenzio si è avuto su lavori scientifici che hanno messo in relazione l’uso con alcune malattie mentali e l’evidenza che non si fuma perché ci si sente depressi e ansiosi ma si è depressi e ansiosi perché si fa uso della sostanza. Il principio attivo più noto della cannabis è il THC ma all’interno della pianta ce ne sono molti altri e dalla loro combinazione dipendono gli effetti. La sostanza ha effetti che spesso sono determinati dal luogo e dall’umore di chi la assume. Sulla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti occorre sottolineare che questa distinzione non è di tipo clinico ma ha un valore solo in termini politici o ideologici, visto che, qualsiasi sostanza psicoattiva si caratterizza perché conduce verso l’assuefazione e la dipendenza, anche blanda, e un’alterazione dell’ecosistema neurorecettoriale il cui equilibrio può essere completamente sovvertito dall’introduzione di sostanze che sono sintetizzate dal S.N.C. Quindi, non esistono droghe leggere e pesanti ma consumatori leggeri o pesanti. All’interno della storia del singolo individuo non si può guardare una classificazione, ma lo stato mentale ed emotivo, che si situano ad un livello più pesante o più leggero. Tra le persone che consumano abitualmente e in elevate dosi vi è chi sviluppa una sindrome amotivazionale, caratterizzata da passività, demotivazione e ansia. Sullo sconvolgente risultato del rapporto redatto dal British Lung Fundation (BLF), gli scienziati, inoltre, sottolineano che i rischi per la salute sono aumentati sostanzialmente dal 1960, in quanto sono aumentate, nella cannabis, le quantità di composti chimici. I sostenitori per la legalizzazione sono intervenuti nella questione: “…sostenere che è più pericolosa è come dire che ultimamente il succo d’arancia è sostanzialmente cambiato – afferma Alun Buffry, portavoce dell’Alleanza per la Legalizzazione- negli anni ’60 ho fumato la roba, certamente più forte di ciò che al giorno d’oggi è disponibile e, comunque, quando è più forte la gente fuma di meno”. Il presidente del BLF Mark Britton sostiene “sicuramente queste statistiche sorprenderanno molte persone, specialmente coloro che preferiscono fumare cannabis piuttosto che il tabacco, nella convinzione che è più “salutare”; è importante che la gente sappia quali sono i pericoli che derivano dal fumare marijuana – conclude Britton – in modo da poter prendere decisioni consapevoli”. Inoltre, sulla questione inerente il fatto che fumare cannabis può far venire il cancro, i ricercatori del Jonsson Cancer Centre dell’Università di California, a Los Angeles, sono arrivati alla conclusione che fare uso di marijuana può far venire il cancro. Alcuni numeri: la cannabis è la sostanza illecita usata più di frequente in Europa. Il consumo è aumentato in quasi tutti i paesi dell’Unione europea dagli anni Novanta, soprattutto tra i giovani. Il consumo tende a essere occasionale o ad essere interrotto dopo un certo tempo. In media, il 33% dei cittadini europei che hanno provato la cannabis almeno una volta nella vita ne ha fatto uso anche nell’ultimo anno, mentre soltanto il 16% l’ha consumata negli ultimi 30 giorni. Si calcola che circa 65 milioni di adulti europei, pari al 20% circa delle persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni, abbiano provato questa sostanza almeno una volta. Si calcola che circa 22,5 milioni di adulti europei abbiano fatto uso di cannabis nell’ultimo anno; di questi, il 7% circa ha un’età compresa tra 15 e 64 anni. Da questi dati si osserva come il fenomeno abbia assunto proporzioni enormi che evidentemente prima di fondare un dibattito sulle legislazioni più idonee dovrebbe muovere una riflessione profonda che porti a considerare le motivazioni coinvolte all’uso ripetuto e prolungato soprattutto nei giovanissimi.

Lascia un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com