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Giu 26

Conoscere i segreti della mente: le inconsce operazioni difensive

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I meccanismi di difesa sono una delle più grandi scoperte psicanalitiche che ha un’importanza considerevole nella clinica e che ha trovato conferme sperimentali anche nella ricerca. La nostra mente adotta queste misure nell’atto di difendersi da qualcosa (interno o esterno) che percepisce come pericoloso e tutti noi adottiamo inconsapevolmente delle strategie difensive. Conoscerle è importante non per combatterle o annullarle, che sarebbe un grave danneggiamento del nostro equilibrio difensivo, ma per poter ridimensionare determinati vissuti nel momento in cui possono presentarsi in modo inatteso.
Per fare degli esempi comuni una violenta lite con la vicina può in realtà essere scatenata da altri vissuti di frustrazione interna che, scattando da un elemento preso dalla realtà (il rumore che può fare, i panni che stende bagnando i nostri, ecc…) si accrescono e moltiplicano sfociando in una litigiosità che travalica il problema. Altrettanto, ad es., il trovarsi quasi sempre in una situazione di gruppo (tra amici, comitive, lavoro ecc..) in situazioni dove ad un certo punto si viene isolati o attaccati, può essere ricondotto a dei meccanismi difensivi che, inconsapevolmente, ripresentano in nuova forma un problema originario in modo da poterlo utopicamente risolvere.
In sintesi i meccanismi difensivi appartengono intimamente al funzionamento stesso della mente, sono patrimonio e contemporaneamente ostacolo dell’umanità e conoscerli significa anche avere uno strumento in più per conoscere noi stessi.
Nel linguaggio comune termini come razionalizzazione, rimozione, intellettualizzazione, sublimazione, repressione, ecc. hanno trovato grande risonanza. Ma cosa sono e cosa significa difendersi? Le manovre mentali di difesa sono delle operazioni intrapsichiche parzialmente inconsce che quella parte di noi preposta al mantenimento dell’equilibrio nell’affettività interna e con le determinanti ambientali, utilizza per proteggersi da movimenti emozionali spiacevoli che causano angoscia e malessere legati a qualche situazione intollerabile. Dopo S. Freud, lo psicologo che meglio ha evidenziato gli stili difensivi è stato G. Vaillant nel definire le quattro aree che generano conflitti nell’uomo e che determinano le risposte difensive: l’affettività interna, la realtà esterna, la pressione morale, le relazioni interpersonali. Nel momento in cui si determina un conflitto si genera una sofferenza psichica che scatena un disequilibrio dovuto alla discrepanza tra le proprie risorse nel far fronte al problema e le richieste interne e/o esterne sentite come intollerabili. L’obiettivo delle difese è proprio quello di ridurre la tensione emotiva e ristabilire l’equilibrio interno. Attenzione però perchè queste operazioni di difesa servono a mantenere inalterato il senso del proprio essere ma se generano una distorsione della realtà estremamente elevata al momentaneo sollievo si sostituisce un illusione e un autoinganno massiccio il cui risultato psicopatologico non potrà essere evitato. Vediamo in dettaglio le misure di sicurezza che in modo inconsapevole ciascuno di noi utilizza per fronteggiare gli eventi stressanti.

RIMOZIONE: Con questo meccanismo gli impulsi, i sentimenti e i ricordi dolorosi divengono letteralmente non accessibili alla coscienza. La rimozione viene considerata il meccanismo mentale fondamentale per la formazione delle difese psicologiche, infatti è alla base della costituzione dell’inconscio. L’individuo, quindi, respinge nell’inconscio contenuti non accettabili, ricordi traumatici, pulsioni con forte carica emozionale la cui gratificazione e/o ricordo comporterebbe elevati conflitti nel processo psichico.
RAZIONALIZZAZIONE: I contenuti profondi inaccettabili o comportamenti fortemente conflittuali vengono gestiti attraverso delle spiegazioni coerenti sul piano logico e accettabili sul piano morale ma respingendo le autentiche e vere connotazioni delle motivazioni. Si riferisce ad un atto involontario con il quale si danno spiegazioni logiche e ragionevoli di un comportamento irrazionale che è effetto di desideri inaccettabili e inconsci Uno dei principali bisogni dell’uomo è di sentire che il suo comportamento è coerente e razionale. Quando una persona si trova in una situazione inspiegabile, ha bisogno di trovare una spiegazione logica e può ricorrere alla razionalizzazione.
REPRESSIONE: questa difesa permette di evitare volontariamente e temporaneamente di pensare a problemi o esperienze disturbanti; si escludono i problemi dalla propria mente sino al momento giusto per affrontarliMentre nell’utilizzo della rimozione abbiamo una perdita di consapevolezza delle componenti ideative. L’idea accede alla coscienza attraverso lapsus, ecc. Nella repressione c’è più controllo volontario sull’allontanare/richiamare alla coscienza determinati
INTELLETTUALIZZAZIONE: attraverso questo meccanismo ai sentimenti disturbanti si conferisce una strutturazione logico-concettuale in modo da poterli controllare. L’elemento emozionale viene tramutato in elemento intellettuale e diventa così più tollerabile.
SUBLIMAZIONE con questa operazione si incanalano i sentimenti potenzialmente maladattivi in comportamenti socialmente
. accettabili. Per esempio una forte rabbia viene incanalata nello sport. Così gli obiettivi e gli oggetti originari degli impulsi sono
considerevolmente modificati, invertendosi anche nel contrario, risolvendosi in attività o in azioni creative e nel contempo l’attività che diviene accettata e approvata socialmente.
PROIEZIONE: Con questo meccanismo l’individuo attribuisce erroneamente agli altri le proprie caratteristiche o stati emozionali interni che vengono vissuti, quindi, come appartenenti all’altro anziché a se stesso. Nella proiezione è coinvolta la componente di ripudiamento dove i desideri, le colpe e tutto ciò che fa stare male viene letteralmente rigettato sugli altri.
FORMAZIONE REATTIVA. Con questa operazione, l’individuo che che prova inaccettabili sentimenti li sostituisce con pensieri o comportamenti diametralmente opposti, cosicchè evita sentimenti di colpa inaccettabili, trasformando il tono emotivo originario nel suo esatto contrario. Si sviluppano, quindi, atteggiamenti contrari a ciò che originariamente li ha creati. Implica quasi sempre un’espressione parziale, simbolica, dell’impulso rimosso, infatti ha spesso alcune caratteristiche dell’impulso da cui difende.

AGGRESSIVITA’: Costituisce una forma di difesa primitiva che crea l’illusione di dominio, potere, forza e controllo per negare un profondo senso di inadeguatezza. Nello sforzo inconscio di dominare le minacce percepite, ridurre l’ansia ed elevare l’autostima rimane, tuttavia, una perenne insoddisfazione tenuta tacita attraverso la ricerca di esperienze trasgressive, pericolose e fuori la norma.
VOLGERSI CONTRO IL SÉ E AGGRESSIONE PASSIVA: questo meccanismo è caratterizzato da una forte componente aggressiva che si esprime attraverso azioni punitive, sentimenti negativi e colpevolizzazioni verso se stessi, vissute come espiazioni; oppure in modo passivo e velato le punizioni possono essere espresse verso gli altri.
IDENTIFICAZIONE: Con questo meccanismo difensivo una frustrazione percepita dentro di sé per la mancanza di alcuni aspetti viene mitigata mediante l’assunzione di uno o più aspetti di altre persone. Ci si identifica con qualcuno di cui si volgiono possedere le qualità. L’identificazione può essere intesa anche come modeling che indica proprio quel tipo di apprendimento dove si indica il passaggio dall’osservazione di un modello (ritenuto da imitare, vantaggioso) all’acquisizione dello stesso comportamento.
SCISSIONE: Questo meccanismo evidenzia l’incapacità di sperimentare immagini di sé contraddittorie o il non riuscire a tollerare l’angoscia derivante dal timore che gli aspetti negativi possano distruggere le immagini buone di sé o degli altri. Si adopera, così, nella fantasia inconscia, una separazione secondo polarità opposte in completamente buono o completamente cattivo. L’individuo vede se stesso e la realtà esterna in termini bianco o nero e si protegge
SPOSTAMENTO: Con questa difesa tutto ciò che può essere causa di malessere viene indirizzato su un oggetto vissuto come meno minaccioso. Il meccanismo dello spostamento nella sua forma più chiara avviene nelle fobie. Quando la rimozione fallisce e il malessere minaccia di travalicare le barriere dell’inconscio, esso viene spostato a una certa situazione esterna divenendo così rappresentazione simbolica dell’impulso è comunque sufficientemente diverso da sembrare senza connessione con esso.
ISOLAMENTO: Questo meccanismo è inconscio e involontario mediante cui l’idea di un impulso inconscio viene separata dal suo affetto pertinente, consentendo così soltanto all’idea, e non all’affetto, di entrare nella consapevolezza. Ammettendo nella coscienza solo l’idea, una persona può evitare di riconoscere la realtà dei propri impulsi o la propria responsabilità verso di essi. Gli impulsi vengono perciò sperimentati solo come idee estranee. È il meccanismo di difesa implicito nella formazione dei pensieri ossessivi.
NEGAZIONE: il soggetto, in questo meccanismo, rifiuta di riconoscere aspetti della realtà esterna o interna che, però, sono evidenti per un osservatore esterno. si evita, così, di riconoscere specifici sentimenti o pensieri ritenuti causa di devastanti conseguenze. Una forma di negazione molto primitiva chiamata diniego è segno di un grave disturbo nel valutare correttamente la realta’
IPOCONDRIASI Lamentarsi ma rifiutare l’aiuto offerto e l’ uso ripetuto delle lamentele dove il soggetto chiede aiuto ma rifiuta l’aiuto offerto esprime in realtà ostilità e risentimento. Questa è una difesa contro la rabbia provata quando si sente di dipendere emotivamente dagli altri.

SVALUTAZIONE: con questa difesa si fa un commento su un oggetto in modo da sminuirlo. Così non si mantiene interesse/preoccupazione per l’oggetto. I sentimenti che si provano per l’oggetto non vengono provati se lo si svaluta.

ANNULLAMENTO RETROATTIVO: in questo meccanismo la persona fa una affermazione su un oggetto e poi la modifica rapidamente. Così mantiene nella coscienza l’apparente contraddizione o la dissonanza cognitiva.

AUTOSSERVAZIONE Riflettere sui propri pensieri, sentimenti motivazioni e comportamenti per capire meglio le reazioni degli altri nei propri confronti e se stessi. Lo scopo è adattarsi nel miglior modo possibile alle esigenze della realtà esterna sulla base di una visione corretta dei propri affetti;

Tante altre sono le difese che negli anni sono state evidenziate; alcune operazioni come ad esempio l’altruismo o l’ascetismo si sono rivelate essere, a volte, meccanismi per nascondere dentro di sé elementi di forte angoscia. Sceglierne regolarmente alcuni e non altri, dipende dall’età che abbiamo, dalle esperienze positive o negative e dal nostro stesso funzionamento psichico e, al lettore attento, non sarà sfuggito che alcune operazioni possiedono un alto valore di adattamento (nel senso che non scatenano elementi di psicopatologia) mentre altre, invece, sono notevolmente disturbanti.
Molti sono i segreti della mente alcuni sono stati scoperti altri ancora sono da definire; ognuno, tra l’altro è un universo a sé è difficilmente paragonabile ad altri. Ma è indubbio che ciò che definiamo psiche, che nel suo studio ha da sempre appassionato l’umanità sin da tempi antichissimi, si caratterizza per essere una complessa e affascinante organizzazione rivolta al mantenimento del benessere. Ciascuno di noi è un universo a sé e le operazioni difensive sono particolarmente importanti per l’equilibrio stesso dell’Io , che, in questo modo gestisce il conflitto interno/esterno, ma è utile che non prendano il sopravvento, a tal fine conoscere e riflettere su quali possano essere le difese che utilizziamo è utile non solo per prendere una maggiore consapevolezza di sé, ma , anche, perché funzionando a livello inconscio, diventare consapevoli che in un dato momento la rabbia o la frustrazione, o il senso di smarrimento, o il senso di impotenza, di colpa, o il sentirsi inadeguati, a volte, non è relativo alla situazione che stiamo vivendo, ma questa rappresenta una “fotocopia” di un qualcosa di più intimo e guardarsi sotto quest’aspetto può aiutare a ridefinire e risolvere le situazioni che si stanno vivendo, oltre che riflettere su quelle situazioni passate che ci portiamo dentro.

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