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Giu 26

L’aggressività: quando arrabbiarsi fa bene

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Molto spesso nel nostro quotidiano ci arrabbiamo e proviamo sentimenti che dalla semplice ‘stizza’ possono anche tramutarsi in furore, odio e aggressività molto forte. Spesso, pensiamo che il semplice accantonare il torto e la gravità del danno subito, può farci stare meglio, visto il sollievo che si genera dal non pensare più a quell’avvenimento che ci ha fatto provare rabbia; oppure, troviamo rimedio nel vendicarci o nel “mettere le cose al giusto posto”, con vere e proprie azioni che ci fanno stare meglio. D’altronde, anche quando non proviamo questo stato emozionale il mondo che ci circonda evidenzia in modo ossessivo comportamenti aggressivi con fenomeni quali guerre, omicidi efferati ecc. ma anche con fattori sociali eclatanti quali babykiller, bullismo, violenze negli stadi, comportamenti lesionistici ecc. Inoltre, in molte sofferenze psicologiche si rintracciano sentimenti aggressivi non meglio elaborati e risolti.
Ma cos’è, quindi, la rabbia? Davvero, basta non “pensarci più” per risolverla?

L’aggressività è un tipo di comportamento generato da uno stato emotivo complesso, che si traduce in atti il cui fine è il danno o l’offesa. E’, inoltre, uno stato emozionale specie-specifico, cioè che ci accomuna con le altre specie animali, poiché volto alla sopravvivenza della specie.

Ma a cosa serve all’uomo contemporaneo? Possiamo affermare che l’aggressività è quella spinta che ci permette, ad es., di alzarci dal letto la mattina e fronteggiare al meglio determinate situazioni. Infatti, una spinta aggressiva, si trova in ciascuno di noi, e, se riconosciuta e ben indirizzata, può essere utilizzata in modo sano, determinando quella naturale assertività che permette ad ognuno di imprimere, nelle diverse situazioni, il nostro punto di vista, il nostro modo di essere, la nostra volontà, nel rispetto degli altri e del mondo che ci circonda. Molto spesso, però, sia per stereotipi culturali, che tendono ad etichettare l’aggressività e il comportamento assertivo come disdicevole, sia per una mancata consapevolezza nel nostro mondo interiore di questi sentimenti, può condurre ad una mancata elaborazione della rabbia che può generare in noi un senso di malessere o, in casi estremi, forme psicopatologiche.

In altre parole, utilizzando l’esempio classico del capo ufficio che ci fa arrabbiare, il non potere reagire, rispondere, difendersi, andarsene o elaborare strategie per non subire quello che ci appare essere un torto, può far si che nella nostra mente inizi a generarsi un continuo pensare alla situazione ponendo, però noi stessi, come stupidi, incapaci e impotenti; oltre alla ruminazione mentale, delle volte, può innescarsi un meccanismo psicologico, che se non ben controllato, può dar vita ad un senso di esaurimento e malessere emotivo: il volgersi contro il sé. Ovvero, quella manovra mentale di continua colpevolizzazione e attacco a noi stessi per il non riuscire ad reagire o elaborare una soluzione per la frustrazione che deriva dalla situazione. Questo meccanismo è anche alla base, ma non solo, di alcune sofferenze psicopatologiche quali depressione ( ci si colpevolizza per un errore commesso o per altro), disturbi del comportamento alimentare ( dimagrire sfiorando la morte come attacco al proprio sé corporeo), atti autolesionistici (tagliarsi, ferirsi), iperattività maniacale (ossessione sportiva ecc.)

Un altro meccanismo mentale, che a volte possiamo utilizzare per gestire una rabbia molto forte è l’identificarsi con chi ci aggredisce, ovvero, apparentemente dimentichiamo l’accaduto, tranne poi mettere in atto noi stessi comportamenti aggressivi o di sopruso verso altri come quelli che abbiamo subito, con l’illusione di essere passati da vittima a persecutore.

Cosa fare quindi quando ci arrabbiamo e, soprattutto, quando la cosa che ci disturba non può essere eliminata dalla nostra vita? Intanto, non negare mai i nostri sentimenti ma utilizzarli e sfruttarli per noi stessi in modo sano. Non vergognarsi delle proprie fantasie di rivincita, poiché la fantasia (per l’es del capo ufficio sognare di schiaffeggiarlo) permette già una scarica della rabbia. La pulsione aggressiva, può essere una grande alleata del nostro mondo interiore, infatti, possiamo riconoscerla e usarla per diventare nella vita più determinati nel raggiungere i nostri obiettivi e realizzare i nostri desideri.

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