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Giu 26

Palermo calcio e la psicologia dello sport

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L’indubbio valore mostrato dalla squadra di calcio del Palermo (con calciatori di indubbio e grande valore sportivo) e, di tutto il team di addetti ai lavori che accompagna questo percorso ci permette di evidenziare cosa la psicologia ha da dire sullo sport. Insieme alla medicina sportiva, infatti, la psicologia, con le sue conoscenze, contribuisce a far sì che nello sportivo si possano sviluppare al massimo le capacità di rendimento in modo che, nei momenti decisivi, la prestazione sportiva raggiunga i livelli desiderati. Sui processi psichici che si manifestano nell’atleta, soprattutto negli esercizi di alto rendimento, si è visto come siano attivate situazioni psichiche estreme che riguardano tutta l’area affettiva e cognitiva con sensazioni impulsive di aggressività esasperata che pongono l’atleta pronto per la performance. In altri termini, dopo l’allenamento, vissuto psicologicamente come modeling, segue un momento di standby fisiologico, al quale però, con l’intervento di fattori motivazionali psichici attivanti, si produce un’innalzamento dell’area pulsionale che, scatena una serie di elementi che si traducono mentalmente nel tentativo incessante e tenace di affermare la propria potenza e dominanza sull’avversario. La psicologia dello sport, quindi, esaminando i processi psichici e le loro manifestazioni che si effettuano nell’atleta prima, durante e dopo l’attività sportiva ha evidenziato come, in ogni prestazione sportiva, viene a impegnarsi tutta la personalità globale dell’atleta sia con i suoi fattori psicologici, emozionali e fisici; l’interazione sinergica di questi tre fattori e, il loro essere in equilibrio, influenza la capacità di rendimento della prontezza di prestazione. E’ bene, quindi che i trainers che si occupano della squadra del Palermo, conoscano anche quei fattori inerenti la dinamica di gruppo che influenza la prestazione. Perché è vero, che specialmente negli esercizi di alto rendimento l’atleta sperimenta situazioni psichiche che coinvolgono la rabbia, l’autostima e l’angoscia ma, nella gara, lo sportivo si sottopone a un vero e proprio stress causato, anzitutto, dalla necessità di raggiungere l’obiettivo del vincere, il cui, raggiungimento, dipende anche dal clima psicologico che si è instaurato nella squadra. Sui gruppi, si sostiene che fare parte di una squadra favorisce lo sviluppo del senso di appartenenza, delle capacità di condivisione e delle possibilità di dare senso alle esperienze che si vivono. Inoltre, nei gruppi, è possibile focalizzarsi su dei fattori che possono avviare e sostenere processi di cambiamento. Specificatamente per il gioco di squadra, io penso che il cambiamento di gioco, che è necessario ogni qualvolta la squadra avversaria pone un gioco non previsto, è possibile ottenerlo solo se ciascun membro si apre alla possibilità di mentalizzare più frame e schemi di urto condiviso che portino insieme al raggiungimento dell’obiettivo evitando le coazioni a ripetere gli errori. A questo proposito, in psicologia, confrontando il rendimento di individui singoli con il rendimento di individui inseriti in un gruppo è stato confermato che le prestazioni personali sono più elevate nelle situazioni di squadra. La prima osservazione di questo fenomeno fu notata in uno studio che evidenziò il fatto che i ciclisti che gareggiavano da soli risultavano molto più lenti dei ciclisti che gareggiavano in squadra contro altri ciclisti; questo effetto, definito di facilitazione sociale, sarebbe dovuto ad un fattore biologico ma, anche psicologico in senso a ciò che gli altri rappresentano per l’individuo. Credo che, un lavoro psicologico specificatamente applicato al lavoro di squadra, sarebbe quello di aumentare le capacità relazionali e la sensibilità di ciascun giocatore nell’utilizzare le risorse presenti nel gruppo, affinando le capacità di comprensione degli schemi interpersonali che costituiscono il tessuto psicologico in cui ciascuno si trova a giocare. Infatti, il giocatore, rappresentando psichicamente se stesso e la squadra, può, attraverso l’attività immaginativa della mente, anticipare le sue azioni e quelle dell’avversario e le può organizzare, elaborare, formulare e riformulare in un progetto che porti alla vittoria.

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