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Giu 26

Psicologia del sesso: eros e desiderio per esprimere se stessi

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Nell’antica Grecia si credeva che gli dei avessero una vita sessuale ricca, disinibita e sfrenata; la convinzione era che ogni pulsione, fantasia, voglia sessuale dipendesse dal dio Eros per cui sarebbe stato inutile, oltrechè assurdo e nocivo, opporre resistenza agli istinti erotici. Nella società contemporanea, invece, possediamo moltissime informazioni sul sesso che, però, hanno prodotto una standardizzazione consumistica e industriale della sessualità finendo col fornire una serie di indicazioni per performance sessuali magnificenti, tecniche giuste per fare l’amore, consigli su come raggiungere sempre e comunque il piacere. Si è oramai diffusa l’idea che per le donne sia importantissimo raggiungere l’orgasmo e, per gli uomini siano fondamentali le dimensioni del pene e mantenere l’erezione per permettere alle donne di raggiungere il piacere sessuale. Ma, di fatto, nessuna delle informazioni consumistiche sul sesso risponde a domande più intime e autentiche che ciascuno può porsi. Cosa vuol dire avere una vita sessuale soddisfacente, realizzata e felice? La risposta a questa domanda, rimanda all’aspetto psicologico della sessualità che, andando oltre l’atto ginnico-fisico, pone l’appagamento sessuale negli aspetti della fiducia, dell’emozione, della spontaneità, dell’abbandono ai sensi e alle fantasie, nella capacità di coinvolgere tutto il proprio essere nella capacità di ascolto di sè e dell’altro. La psicologia del sesso, raccomanda come il vissuto dell’eros sia necessario per esprimere se stessi ma, anche che, per permettere un’espressione di sé autentica, reale e soddisfacente, occorre uscire dagli stereotipi culturali, mettendo da parte, durante l’incontro amoroso, il processo razionale a favore del processo emozionale entrando, così, in contatto con la totalità del proprio io e con la parte più intima di sè. Infatti, nella sessualità porre attenzione, pensare, ragionare, concentrarsi su un obiettivo risulta essere fuori luogo, e non serve a dare qualità al momento erotico. Ma può fare l’amore divenire l’attimo in cui ci si dissolve l’uno nell’altra in uno spazio senza pensiero, senza il problema di cosa dire, cosa fare, dove andare, dove non c’è nulla da dimostrare? Da un punto di vista psicologico è importantissimo imparare ad ascoltarsi, che significa anzitutto imparare a distaccarsi e a liberarsi a poco a poco dei luoghi comuni inerenti le tecniche migliori per fare l’amore così come, accettare di diventare un essere unico; la sessualità, infatti, è il luogo delle proprie invenzioni, delle proprie fantasie e desideri, delle proprie paure, dove si è unici e non si assomiglia a nessun altro. E’ difficile lasciarsi andare all’ascolto della parte più intima di sé perché questa può pronunciare cose indicibili o minacciare di tramutarci in animali brutali che non rispettano le regole. Questa paura può causare una repressione delle fantasie più intime perché si teme che potrebbero prendere il sopravvento e trascinare verso la peggiore dissolutezza, trasgressione e libertinaggio. Ma fare l’amore presuppone di accogliere queste fantasie, non necessariamente per renderle concrete alla lettera ma per conoscersi e capirsi, poiché la sessualità è l’unica sfera della vita in cui è impossibile mentire a se stessi. Oltretutto, le nostre fantasie più intime, rimandano a quella dimensione psicologica della forte carica simbolica legata alla sessualità, ovvero gli aspetti insondabili della nostra esistenza quali il caos, l’ordine, la procreazione, la vita, la lotta, l’amore, la morte; l’atto erotico contiene ed esprime questi elementi. Liberare le emozioni uscendo dalla logica delle prestazioni, permette sensazioni veramente piene. Infatti, la psicologia della sessualità, dimostra come l’intensità di una relazione sessuale, con o senza l’orgasmo, è una dimensione soggettiva che risiede nel cervello, considerato il principale e reale organo sessuale. Senza le emozioni, i vissuti, le fantasie, il piacere sarebbe soltanto fisico. La mancanza di piacere e i disturbi sessuali sono, nella maggioranza dei casi, una ‘questione di testa’ che rimanda all’incapacità di abbandonarsi fisicamente e psichicamente. Lasciarsi andare all’immaginario mette in moto il piacere, conoscere il proprio corpo aiuta a raggiungerlo. Se il piacere può non essere completo senza l’orgasmo, il solo orgasmo non garantisce affatto la qualità è l’intensità di un rapporto sessuale. Raggiungere il piacere è una conquista personale, un viaggio che evolve a ogni nuovo incontro amoroso e, per divenire una vera pienezza sessuale il vero appagamento esige un clima di confidenza, rispetto e immaginazione. Non è più semplicemente orgasmo o esibizione di prestazioni ma un abbandonarsi in uno spazio mentale di fiducia di sé e dell’altro che libera l’uomo dalle ansie legate all’erezione favorendone una sensualità ricca di inventiva e sicurezza e, consente alla donna di lasciarsi andare all’eros, al desiderio e al piacere senza angosce e inibizioni.

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