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Giu 26

Quei pensieri che influenzano negativamente la vita

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Si è evidenziato come i disagi emotivi sono influenzati da alcuni processi di pensiero anomali che ciascuno di noi utilizza per rappresentare il proprio Sè e tutto quello che ci circonda. Oltre a delle cause inconsce nel malessere patito sono coinvolte delle rappresentazioni mentali coscienti che indirizzano le emozioni. Ciò che proviamo, il nostro modo di sentire, di reagire emotivamente è anche conseguenza di come noi interpretiamo, valutiamo, percepiamo e giudichiamo la realtà del nostro mondo interiore ed esterno. Stare male, quindi, è dovuto a delle vere e proprie ‘convinzioni irrazionali’ che si innescano nella mente a volte come pensieri percepiti come egosintonici ma che, a lungo andare, prendono il sopravvento e quasi senza che ce ne rendiamo conto diventano fonte di sofferenza. Per questo motivo, il conoscerli può senz’altro aiutare in quel primo momento di presa di consapevolezza che può permettere un ragionamento su di Sé volto alla costruzione di un modo di essere sereno ed equilibrato non più posto alla pressione invalidante di cognizioni assurde e non adatte. Vediamo nello specifico quali sono le convinzioni che influenzano negativamente la vita:
• Si deve essere sempre amati e/o apprezzati da tutte le persone significative
• Si deve essere sempre bravi, competenti e migliori per essere considerati degni di esistere
• Alcune persone sono totalmente negative e meritano di essere punite severamente
• E’ terribile e catastrofico se le cose non vanno come abbiamo deciso che vadano
• La sofferenza dipende solo da cause esterne e non possiamo fare nulla per controllare o cambiare le nostre emozioni
• Se qualcosa è o può essere pericoloso bisogna preoccuparsene enormemente e rimurginarci in continuazione
• E’ meglio evitare certe difficoltà piuttosto che affrontarle
• Bisogna per forza dipendere dagli altri e avere qualcuno di più forte su cui contare
• Quello che ci è accaduto in passato continuerà a influenzare negativamente e per sempre la nostra vita
• Dobbiamo sconvolgerci enormemente per i problemi degli altri
• Ci deve essere sempre una soluzione giusta e perfetta per qualsiasi problema ed è una cosa intollerabile non riuscire a trovarla.
Come si può notare questi pensieri irrazionali come subordinati a tre centralità:
• Su se stessi. Io devo agire bene ed essere approvato da tutte le persone significative altrimenti sono completamente incapace e questo è causa di angoscia
• Sugli altri. Gli altri devono trattarmi bene e comportarsi come io penso che devono assolutamente agire altrimenti sono negativi e meritano di pagarla
• Sulle condizioni di vita. La vita è insopportabile se le cose che succedono non sono facili, gradevoli e come io pretendo che vadano.
Da queste principali centrature si formano altre categorie di pensieri irrazionali
• Pensiero catastrofico: consiste nell’esagerare oltremodo l’aspetto spiacevole o doloroso di certi eventi
• Intolleranza e insopportabilità: ovvero pensieri che esprimono un’incapacità a tollerare la frustrazione
• Svalutazione globale di sé o degli altri: cioè ritenersi totalmente falliti se soltanto non si è riusciti bene in qualcosa
• Bisogni assoluti che influenzano un modo di pensare che porta erroneamente a considerare indispensabile ciò che è desiderabile ma di cui possiamo anche fare a meno. Tutto diviene fondamentale per la propria felicità.
Come il navigatore più attento avrà notato i pensieri irrazionali portano ovviamente a reazioni emotive estreme e non aiutano a raggiungere degli obiettivi sani. Molti si chiederanno coma mai le persone ricorrono cosi frequentemente a questi errori di pensiero. Si ritiene che sia una naturale predisposizione della mente umana a incorrere in questi errori nella valutazione della propria realtà. Ma non si può negare come la società, le influenze culturali e l’educazione che ci è stata impartita nell’infanzia modella e rinforza modi di pensare irrazionali. In psicologia, molti sono i metodi che forniscono ottimi risultati nel trattamento di vari disagi; quello della ristrutturazione cognitiva, ad esempio, sostiene l’individuo in quel percorso volto a operare una trasformazione di quel dialogo interno che produce meccanismi di pensiero che bloccano l’accettazione di se stessi e della realtà.
Attualmente, nella psicologia moderna, è molto di moda utilizzare una massima di Epiteto (che si trova nell’enchiridion) che riflette una chiave di lettura dell’animo umano: ‘l’uomo è turbato non tanto dalle cose, ma da ciò che egli pensa sulle cose’. Noi di ‘psicologia e dintorni’, però, pensiamo che oggi, i pensieri a volte audaci e sofferti dell’uomo, rappresentino critiche essenziali della decadenza occidentale. Pensieri che, tuttavia, svolgono, quasi con procedimenti espressionistici, temi antichi e insieme moderni di dualità tra ragione e istinto che attraversano e hanno attraversato i destini individuali di anime varianti segnate dalla problematicità dell’esistenza umana ma anche dal desiderio di dare un nuovo significato a frammenti ereditati di percorsi inadeguati.

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