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Giu 26

Se’ sinaptico e wishful thinking: aveva ragione sigmund freud ?

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Osannato e contestato, trasgressivo e caparbio, svalutato e innalzato a punto di riferimento, Sigmund Freud è l’icona assoluta della scienza psicologica. Ancora, a quasi 150 anni dalla nascita del suo metodo di trattamento, le sue concettualizzazioni continuano ad essere discusse, studiate e considerate come la produzione scientifica più affascinante prodotta nella storia dell’umanità riguardante quell’oggetto di studio che chiamiamo psiche. Nel dibattito scientifico contemporaneo nuove scoperte hanno stimolato e riacceso in tutto il mondo una sorprendente conferma del valore del grande scienziato che, con portavoce il premio nobel per la medicina nel 2000 Eric Kandel, confermano che il metodo di trattamento freudiano è ancora lo strumento concettuale e tecnico-operativo “della mente più coerente e quello intellettualmente più soddisfacente”. Nei gruppi di studio interdisciplinari che si stanno espandendo a macchia di leopardo in tutte le metropoli occidentali, neuroscienziati e psicologi danno vita a ciò che Kandel ha definito “una nuova cornice intellettuale per la psichiatria”, ed emerge una collaborazione per una comprensione globale del mondo interno dove si conferma che le complesse cornici di riferimento organizzative della mente evidenziati da Freud sono una vera e propria mappa di base come la teoria di Darwin lo è per la genetica molecolare. Nell’epoca in cui Freud operava non erano disponibili strumenti adatti per studiare l’organizzazione del cervello come, invece, le moderne tecniche di visualizzazione dell’attività cerebrale permettono oggi, infatti, lo stesso Freud, espresse più volte la convinzione che in futuro il progresso della scienza avrebbe dato un fondamento neurologico alla sua psicologia. Ed è proprio ciò che sta avvenendo oggi. Vediamo in dettaglio cosa le ricerche attuali stanno confermando delle scoperte freudiane.
La tanto diffusa scoperta della psiche suddivisa in Es-Io-SuperIo trova conferma dalle recenti mappe del cervello che correlano in maniera significativa con l’apparato psichico esecutivo evidenziato da Freud; ovvero, la parte centrale del tronco cerebrale e il sistema libico corrispondono all’es, la regione ventrofrontale che controlla l’inibizione selettiva corrisponde al super-Io e la regione dorsofrontale che controlla il pensiero autocosciente insieme alla corteccia posteriore che rappresenta il mondo esterno corrispondono all’Io. Sull’isteria poi, oggi chiamata disturbo da conversione, Freud ipotizzò che i dolori fisici di non ben definita origine manifestati dai suoi pazienti fossero dovuti a traumi di natura psichica e non a misteriose cause organiche; in altri termini, chi ne soffre trasforma il proprio disagio, che è psicologico, in una reale sofferenza fisica. Omar Ghaffar, neuroscienziato dell’università di Toronto, sottoponendo i pazienti a risonanza magnetica ha scoperto un vero e proprio comportamento cerebrale che la psiche mette in atto, confermando che un trauma o uno stress emotivo può dare origine a sintomi fisici apparentemente inspiegabili. Per quanto riguarda il sogno, inoltre, è stato scoperto che l’attività onirica e il sonno REM sono generati da una rete di strutture di circuiti istintivo motivazionali del cervello anteriore andando così incontro alla teoria freudiana. Sull’inconscio poi, una scoperta ha letteralmente rivoluzionato il modo di intendere la psiche, visto che si mostra l’esistenza reale e il ruolo direttivo ed esecutivo dell’elaborazione mentale inconscia. Questa conferma dell’esistenza di un sommerso mondo inconscio deriva soprattutto dal fatto che pazienti che hanno subito un danno cerebrale sono incapaci di ricordare avvenimenti ma risultano notevolmente influenzati dagli eventi dimenticati; in altri termini, la suddivisione della memoria da parte di Freud trova riscontro nelle linee di memoria delineate oggi dai neuroscienziati: esistono, infatti, sistemi di memoria che elaborano informazioni in modo esplicito (corrispondenti, quindi, a ciò che Freud chiamò conscio) ed implicito (inconscio). Sempre sulla memoria inconscia, Joseph LeDoux (università di New York) ne ha dimostrato l’esistenza visto che al di sotto della corteccia cosciente vi è una via neuronale che genera i ricordi coscienti e, negli eventi del presente, questa via attiva ricordi inconsci di eventi passati emotivamente significativi dando vita a sentimenti dall’apparenza irrazionali. Anche il ruolo dell’amnesia infantile è stato dimostrato, poichè nei primi due anni di vita le principali strutture del cervello per la formazione dei ricordi coscienti non funzionano ma, come evidenziò Freud, i primissimi ricordi della nostra vita è vero che non siamo in grado di richiamarli alla coscienza ma, essi, influiscono sul nostro comportamento e sulla nostra vita adulta. Un’altra conferma arriva per quanto riguarda il meccanismo psichico della rimozione poiché, Ramachandran (New York), in uno studio sui pazienti anosognosici mostra che un danno alla regione parietale destra del cervello rende questi malati inconsapevoli di aver subito il grave handicap ma, dopo la stimolazione all’emisfero destro, improvvisamente, diventano consapevoli sia dell’handicap che dei motivi che hanno portato a questo, dimostrando che sebbene si nega coscientemente un problema esiste una memoria inconscia che registra coscientemente i ricordi che possono essere rimossi selettivamente. Il neuropsicologo Martin Conway, d’altronde, ha scoperto che è possibile produrre addirittura effetti di rimozione in laboratorio per cui, è probabile che la rimozione abbia effetti notevolmente più consistenti nelle situazioni traumatiche della vita di quanto si pensi. Tornando al pensiero inconscio, Freud affermò che esso è da intendere come un ‘wishful thinking’ un vero e proprio pensiero irrazionale che ignora le regole della logica e del tempo e, oggi, si mostra che il danno alle strutture inibitorie del cervello dove risiede l’Io repressivo libera modalità irrazionali di funzionamento della mente. Nello specifico, pazienti con danno alla regione libica frontale deputata a controllare aspetti critici della consapevolezza e il controllo di sé manifestano la sindrome di KorsaKoff cioè, inconsapevolmente iniziano a colmare i vuoti di memoria con storie inventate. Questi falsi convincimenti sono, quindi, generati dalla mente inconscia, confermando l’esistenza di un pensiero inconsapevole e apparentemente impulsivo, irrazionale e irrefrenabile. Freud, nei suoi innumerevoli studi evidenziò, inoltre, l’esistenza di pulsioni che guidano il comportamento umano e, oggi, Donald Pfaff della Rockfeller University e Jaak Pankseepp della Bowling Green State University mostrano addirittura che i meccanismi istintuali che presiedono alla motivazione dell’uomo sono addirittura molto più primitivi di quanto Freud stesso immaginasse. Freud scoprì l’esistenza di una spinta sessuale e una spinta aggressiva che ci muove ma, oggi, addirittura si identificano quattro circuiti istintuali che guidano il comportamento: il sistema appetitivo (fame, sete, sonno, sesso), di ricompensa-gratificazione (benessere/malessere emotivo), rabbia-collera (attacco), paura-panico (fuga). Tutti questi sistemi cerebrali sono modulati da specifici neurotrasmettitori che veicolano i messaggi tra i neuroni. Sulle patologie caratterizzate dall’addiction si nota, inoltre, che il sistema appetitivo, regolato dal neurotrasmettitore dopamina, presenta una notevole somiglianza con l’energia psichica freudiana dove la pulsione è un sistema di ricerca del soddisfacimento che alimenta le nostre interazioni con il mondo e, le moderne ricerche, dimostrano che il suo equivalente neurale è profondamente implicato in quasi tutte le forme di compulsione e dipendenza. Come si nota, la portata rivoluzionaria di Freud nell’esplorazione e nella conoscenza dell’uomo, nello scoprire le cause più profonde del malessere psicologico è ancora vitale negli scienziati della mente contemporanei che promettono di dare un’acquisizione fondata e integrata del funzionamento della psiche umana che completi la sua opera. E’ gratificante scoprire che le fondamenta della psicologia, nate proprio da quel percorso psicologico freudiano che si è caratterizzato come metodo di cura che si rivolge all’uomo e alla soluzione dei suoi problemi, trovi oggi un’analisi chiara, aggiornata e straordinariamente incisiva su come il nostro cervello ci fa diventare quelli che siamo.

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