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Giu 26

Stare bene con noi stessi ? Il benessere psicologico !

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Da millenni i grandi uomini della religione, della filosofia, della scienza, si sono interrogati su cosa e come fare per ‘stare bene’ cercando di fornire una risposta universalmente valida su questo stato emotivo. Questa domanda è insita nell’uomo antico come nell’uomo moderno, infatti, nello scorrere del nostro quotidiano tutti noi poniamo a noi stessi e/o chiediamo agli altri una domanda, oramaidi routine: ‘come sto?’, ‘come mi sento?’ ‘come stai?’ e, le risposte sono quasi sempre positive, dando per scontato che sia effettivamente così; ma stiamo veramente bene? E soprattutto, cos’è che ci fa dire, a noi stessi e agli altri, che va bene, che è ok o, che c’è qualcosa che non va? Cos’è che ci fornisce un sentimento di serenità, un senso di equilibrio, un’emozione di gioia, allegria? Quasi sempre, il parametro che utilizziamo per pensare di noi stessi, o delle persone, che si sta bene, è la conformazione, più o meno riuscita, ai canoni della vita quotidiana ‘normale’; avere una vita affettiva gratificante, un partner, dei figli, un lavoro piacevole con un guadagno adeguato, un conto in banca, una casa, ecc. Ma, purtroppo, la normalità della vita non coincide con il benessere psicologico. Infatti, stare bene con se stessi e con gli altri non è garantito dall’adeguarsi agli standard di normalità o dall’essere normali! Nel benessere soggettivo molta importanza assumono i processi psicologici di valutazione di noi stessi e del mondo circostante; tutti noi valutiamo ciò che accade nella nostra vita quotidiana in termini di benessere/malessere e, proviamo emozioni piacevoli o spiacevoli, a seconda del significato che diamo in quel momento alla nostra vita. L’importanza, quindi, dei processi psicologici di interpretazione ed elaborazione delle condizioni di vita oggettive e soggettive secondo i valori, le credenze e gli atteggiamenti personali e le aspettative che possediamo fanno sì che sentiamo sentimenti piacevoli o spiacevoli. Quindi possiamo porre tre concetti cardine dello stare bene psicologicamente: essere in pace con il passato, (non avere rimpianti e rimorsi); apprezzare il presente, (non essere lacerati da conflitti attuali); non temere il futuro,(la capacità di progettare obiettivi reali e raggiungibili); Una vera e propria armonia nella continua riflessione che la mente compie nell’analizzare presente, passato e futuro e la chiarezza che ciascuno ha su questi tre elementi.
Inoltre, possiamo parlare dello stare bene non negando il suo contrario cioè, la sofferenza psichica; cos’è la sofferenza psichica? Ci sono molte forme di sofferenza derivanti dalle più svariate situazioni personali appartenenti alla propria storia personale; ma un tipo di malessere, in termini generali appartiene a tutti, ed è quel tipo di sofferenza e di disagio esistenziale come risultato dell’isolamento prodotto dalla società contemporanea che ha mascherato il rispetto per l’individualità con il culto sfrenato dell’individualismo; in un’epoca come la nostra in cui si assiste alla valorizzazione dell’individualismo, l’amore verso se stessi e l’autostima sono necessari ma mal interpretati, poiché, si pone come fondante l’identità un modo di essere egocentrico, rifatto, estetico, freddo e aggressivo. Una società che nega la sofferenza, pone a ciascuno la domanda se soffrire serve a qualcosa visto che, chi si lascia andare e si abbatte è, automaticamente, abbattuto.
Ma, riconoscere la sofferenza, è la capacità di soffrire ha un grande valore psicologico perché la sofferenza ha sempre un senso e ci fa cogliere parti di noi e degli altri; lavorare su di sé ponendosi le domande giuste, aprendosi al sé più profondo ed intimo, cogliendo negli altri parti di noi che non amiamo, osservare ciò che proviamo, può farci cogliere che non siamo totalmente condizionati dal nostro passato, che possiamo sempre agire sul futuro e modificare noi stessi e il nostro destino. La Psicologia, fin dalle sue origini, si è occupata del benessere delle persone focalizzando l’attenzione alle condizioni che recano infelicità e sofferenza, individuando sintomi di malessere ed emozioni negative e disturbi a esse collegati come depressione, ansia, inquietudine, sintomi fisici di natura psichica e, progettando interventi scientifici per la prevenzione e la cura. E’ la grande scoperta della psicologia scientifica nella cura è, intendere l’individuo come essere unico è irripetibile. Infatti, nella Psicologia Clinica un presupposto per stare bene è quello di amarsi per trovare la gioia e il piacere di stare al mondo. Semplicisticamente, imparare ad ‘essere una buona madre di se stessi’ Amare se stessi non significa, però, essere egoisti, presuntuosi, arroganti, megalomani, ma essere a proprio agio nel mondo e con l’immagine di sé; ovvero, sapere che non esiste un modo giusto o sbagliato di essere ma che ognuno di noi vale per il solo fatto di esistere, essere consapevoli dei punti di forza e di debolezza, non corrispondere ad un modello ideale ma, cogliere l’autentico nostro modo di essere non somigliante a nessuno, utilizzando interamente la proprie potenzialità, energia e risorse positive. Quando si ha una bassa stima e fiducia in sé, è inevitabile mettere in atto una serie di comportamenti autodistruttivi quali trascurare l’aspetto fisico, accettare se il partner mi trascura (l’amore del partner non può colmare la mancanza di amore per noi stessi), non curarsi nella salute, ci si costruisce una vita priva di gioia in uno stato di depressione latente. Per questo, è importante, sentirsi sempre degni di vivere accettando che la vita è una lotta, è contemporaneamente un arrendersi, ma, anche, un’estrema necessità di ….ben-essere.

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