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Giu 26

Stare insieme: sentirsi accettati dal gruppo

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Il gruppo ha un importanza fondamentale nella soggettività di ogni persona. Questo perché la personalità stessa si fonda sul concetto di relazione. La prima relazione, la più importante è quella con la madre, ma è fondamentale già nei primi anni di vita l’interazione con il gruppo primario, quello familiare, le relazioni con i genitori, con i fratelli e gradualmente con la famiglia più allargata nel suo insieme. Il gruppo accompagna e forma l’individualità di persona anche nel passaggio adolescenziale, dove il gruppo di riferimento principale è proprio quello tra pari, dove si sperimentano nuovi e propri linguaggi ed è il primo momento dove si passa dall’appartenenza familiare, fondata sugli affetti, ad un concetto di appartenenza per gusti, pensieri, somiglianze, idee, in sostanza un appartenenza per scelta.
In seguito nuotiamo nel gruppo, quello di lavoro, quello della nostra famiglia costruita, prima come coppia e poi con i nostro essere, a nostra volta, genitori.
Il gruppo è importante non come diluente della nostra individualità, ma perché accompagna la nostra vita sin dall’inizio, nei passaggi più importanti e ci accompagna fino alla fine, inoltre è dalla qualità delle relazioni che riusciamo a costruire e poi a vivere, che si basa il nostro “star bene”. E’ talmente importante il sentirsi accettati dal gruppo che le dinamiche a cui conduce, posso anche essere dinamiche lesive. Intanto dalle stesse ricerche sui gruppi emerge come il lavoro condiviso sia un potente incentivo e come, la sana competizione, aiuti a migliorare le performance. In gruppo ci si sente accolti, supportati, condivisi e istintivamente si tende a dare il meglio di sé quando il bene diventa anch’esso un bene comune e condiviso (per es. la vittoria sportiva in un team, oppure il lavoro in uno staff quale può essere quello nell’ambito pubblicitario, ecc..) . Il gruppo, però, può accentuare situazioni positive, quali quelle appena descritte, ma può anche accentuare quelle negative. Il mobbing, ad esempio, è una situazione soffocante, all’interno del posto di lavoro, di terrorismo psicologico adottato da un gruppo verso un singolo. Le conseguenze di una persecuzione di massa di questo genere sono devastanti, non solo per il rendimento personale, ma per l’intera sfera del benessere psicologico.
Il non sentirsi accettati da un gruppo proprio, di riferimento, (quale può essere il gruppo dei compagni, degli amici, i gruppi della prime relazioni sociali) può anche destabilizzare le proprie sicurezze ed essere concausa di una serie di incertezze , i fragilità, insicurezze, drammi personali. La prima esperienza in un gruppo viene, infatti, veicolata, anche , sul proprio aspetto. Se la propria immagine viene, dal e in, gruppo distorta, non accettata, ridicolizzata, questo può destabilizzare anche la nostra stessa percezione interna ed essere alla base di alcuni comportamenti quali i disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, tendenza ossessiva ad intraprendere diete) o, ancora, alla base della tendenza ossessiva a modificare l’immagine di sé ricorrendo compulsivamente alla chirurgia estetica.
Il gruppo afferma la sua esistenza anche con una serie di rituali per riunirsi che spaziano dal fumare insieme, mangiare insieme, uscire insieme, rituali che però possono anche assumere, soprattutto in giovane età, dove la propria identità personale è più indefnita, una componente lesiva : ubriacarsi insieme, drogarsi insieme, o intraprendere tutta una serie di comportamenti a rischio, quale la tribalizzazione notturna, dove si modifica il proprio comportamento diurno e si tende ad intraprendere comportamenti al limite (correre follemente con la macchina).
Ma quando i rituali di gruppo sono più basati sul comportamento che sull’emozione condivisa, si può anche iniziare a vivere una solitudine esistenziale, dove ci si sente soli e non riconosciuti anche all’interno di un gruppo.
Il vivere in gruppo, quindi, conferma chi siamo e la nostra identità sociale, un fenomeno che si fonde con la stessa percezione di sé. I Gruppi sociali , ad esempio, hanno vere e proprie regole e status comportamentali (la divisa, le corporazioni professionali quali quelle mediche o giuridiche, la chiesa). Oppure l’appartenenza nazionale, che diventa particolarmente sentita durante le competizioni sportive (come nei recenti mondiali di calcio), o durante le guerre, o durante delle catastrofi (catastrofi naturali come lo tsunami o i terremoti, o attentati). O, il gruppo ancora più allargato quale quello Occidente /Oriente, dove a condividere due religioni opposte segue anche il condividere opposti stili di vita, culture, modi di relazionarsi insieme. Tutti questi fenomeni sono comuni all’uomo e fondano la vita psichica, poiché nel gruppo si nasce, si cresce, ci si relaziona a livelli via via di complessità crescente, inoltre i gruppi seguono determinati stili di fondazione , quale per es. la leadership, che può convergere su un solo membro (gruppi gerarchici, per es. quelli militari, o nelle organizzazioni) o essere condivisa (gruppi democratici, per es. i gruppi di auto aiuto reciproco). Sono , anche, comuni agli individui le reazioni in gruppo, che possono essere di dipendenza verso il leader, o di attacco-fuga verso un nemico, o di accoppiamento. Tutte queste dinamiche all’interno del gruppo si esprimono, per es. con l’emarginazione o il razzismo, dove l’altro diventa il capro espiatorio da allontanare o dal quale difendersi, per fondare l’identità del proprio gruppo di appartenenza. O, ancora, il fenomeno della violenza di gruppo, quale quella negli stadi, dove l’individuo singolo, in gruppo, può anche esprimere una violenza che non esprimerebbe mai da solo. Ma il “fare gruppo” si evidenzia anche nella divisione uomini/donne comune in certi reality show, o anche all’interno della politica nel dibattito sulle quote rosa.
In conclusione l’importanza del gruppo è fondamentale perché in gruppo noi cerchiamo approvazione, riconoscimento, accettazione del nostro sé più autentico. L’importante è non perdere mai di vista la nostra individualità, non diluirla nel gruppo seguendo regole che non si condividono, non conformare noi stessi agli altri , ma attingere alla ricchezza che c’è dallo specchiarsi negli occhi di un altro.

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