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Dic 18

Il deficit nutrizionale di Vitamina D in adolescenza: una epidemia inattesa.

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Dott. Piernicola Garofalo, Presidente Congresso SIMA 2012

La carenza nutrizionale di vitamina D è ormai largamente documentata da diversi studi di popolazione in varie e differenti regioni del nostro Paese.
Tale deficit era in passato appannaggio delle età avanzate in pz. preferibilmente istituzionalizzati oppure veniva rilevato in età adulta solo in particolari condizioni che possono determinarne una carenza secondaria (es. malattie croniche, farmaci, diete, ma anche gravidanza…).
Oggi invece si rileva un deficit vitaminico anche nelle varie fasi dell’età evolutiva con particolare riguardo all’età scolare.
In accrescimento si modificano i fabbisogni degli oligoelementi calcio e fosforo, che unitamente alla vitamina D contribuiscono all’apposizione minerale ossea (leggi processi di calcificazione della matrice ossea), ed alla ossificazione delle cartilagini di accrescimento con conseguente deficit staturale (c.d. rachitismo).
Ma oltre ad una corretta mineralizzazione dello scheletro la vit.D partecipa e condiziona altri organi ed apparati.
E’stata infatti documentata un’azione sul sistema immunitario (immunità innata ed acquisita), sulla massa muscolare (ipotonia, ipotrofismo, dolori muscolari), sul sistema nervoso centrale (convulsioni, instabilità dell’umore) sull’apparato cardiovascolare (ipertensione e sindrome metabolica), sul compenso glicometabolico (diabete mellito tipo I e tipo II) e persino sulla probabilità di insorgenza di alcune condizioni neoplastiche (dato invero di maggior rilievo nella popolazione adulta).
Più spesso il deficit vitaminico in età adolescenziale non presenta una chiara sintomatologia clinica, talchè è importante determinare la concentrazione circolante di vitamina D 25 OH onde avviare adeguata profilassi o terapia sostitutiva con vitamina D.
Definizione di ipovitaminosi D: concentrazioni inferiori a 10 ng/ml = deficit grave
“ “ fra 10 e 20 ng/ml = deficit moderato
“ “ fra 20 e 30 ng/ml = deficit lieve
“ “ superiori a 30 ng/ml = assenza di deficit

Alcuni deficit vitaminici riconoscono fattori genetici (polimorfismi recettoriali), di genere (maggior rischio nella popolazione femminile) perciò non modificabili ma che comunque richiedono un precoce riconoscimento e relativo trattamento.
Vi sono inoltre fattori socio-economici (basso livello), residenza in area urbana, immigrazione, che predispongono alla carenza; anch’essi sono però difficilmente modificabili.
Fra i fattori modificabili che contribuiscono alla carenza vanno segnalate:
a) L’uso/abuso di alcolici
b) Il fumo
c) Le diete sbilanciate
d) La ridotta esposizione solare
e) L’obesità
f) Il ridotto consumo di latte

Dati personali.
Nella nostra casistica di ragazzi di età compresa fra 11 e 25 anni, abbiamo rilevato un significativo deficit di 25OHD3.
Deficit severo = 3%
Deficit moderato = 14.5 %
Deficit lieve = 31.8 %
Nessun deficit = 50.7. %
In pratica, un giovane su due ha un apporto insufficiente di Vit. D.
Da qui la necessità di un apporto adeguato di Vitamina D durante la fase adolescenziale.

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